Il primo movimento di mercato in casa Barça prende il nome di Miralem Pjanic, calciatore che nell'ultimo decennio è stato certamente uno dei centrocampisti di maggior spessore tecnico del calcio italiano. Conosciuto per la sua militanza nella Roma prima e nella Juventus poi, il bosniaco è altresì rinomato per il suo carattere feroce ed il suo modo "cattivo" di vivere le competizioni, caratteristica tipica dei giocatori provenienti dai Balcani. L'operazione che lo ha portato in Catalunya è strettamente collegata alla figura di Arthur Melo, giovane brasiliano di grande potenzialità che il Barcellona aveva acquistato nel 2018 dal Grêmio, e a cui aveva affidato il futuro del centrocampo azulgrana. Juventus e Barça sono arrivati a scambiare i due calciatori per via di problemi fra Arthur e Setién in primis, oltre che ad una voglia del bosniaco di cambiare aria già ampiamente manifestata negli ultimi anni in maglia bianconera. Pjanic nasce calcisticamente nelle giovanili dello Schifflange 95 prima e poi del Metz fra il 2000 ed il 2007; la sua scalata lo vede arrivare in prima squadra nel suo ultimo anno in maglia granata, dove mostra le sue interessanti potenzialità con 38 presenze e 4 reti, portando a sé l'interesse di un colosso del calcio francese, l’Olympique Lyonnais. Il Lione rappresenta il primo grande passo nel calcio mondiale per il bosniaco, un'esperienza che gli porterà una crescita enorme in termini tecnico/tattici, e che renderà Pjanić uno dei migliori talenti del palcoscenico europeo. Fondamentale per la sua ascesa sarà la presenza di Juninho Pernambucano, calciatore brasiliano iconico per il suo straordinario modo di calciare le punizioni in maniera statisticamente quasi infallibile, una figura che per Miralem sarà una sorta di mentore per tutta la sua avventura nei Leoni di Francia. Oltre al miglioramento esponenziale nei calci piazzati, Pjanić migliora tantissimo anche nella visione di gioco e nel tiro da fuori, caratteristiche che poi saranno i suoi maggiori punti di forza per tutto il resto della carriera; a Lione vive complessivamente un'ottima esperienza, fatta di alti e bassi ma certamente di grande crescita sotto ogni aspetto. Nel 2011 viene acquistato dalla Roma per 11 milioni di euro, dove la sua evoluzione continuerà incessantemente fino a renderlo il fulcro tattico della squadra capitolina, nonché uno dei migliori centrocampisti della Serie A. Nella sua permanenza in giallorosso Pjanić inizia a spiccare nettamente nei calci di punizione e nella gestione del pallone e, seppur senza vincere nulla nel suo lustro a Roma, riesce a conquistarsi meritatamente l'attenzione delle big europee. La Juventus infatti non tarda a bussare alla sua porta, acquistandolo nel 2016 per 32 milioni di euro, un'avventura che segnerà l'ascesa definitiva del bosniaco nel panorama calcistico europeo. Pjanić non fatica a ritagliarsi un posto da titolare nella squadra bianconera, con Massimiliano Allegri che lo reinventa regista basso e catalizzatore della costruzione di gioco juventina, ed in cui continuerà a farsi apprezzare per le sue indiscutibili qualità tecniche. Nella sua avventura a Torino il bosniaco vince tre Scudetti, due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana, oltre ad una finale di Champions League persa a Cardiff contro il Real Madrid ed un Globe Soccer Award nel 2019; Viene inoltre inserito nella miglior formazione della Uefa Champions League nel 2016/2017. Pjanic è un centrocampista offensivo dotato di un'ottima visione di gioco e di una grande predisposizione al tiro da fuori. Nel corso della sua carriera è diventato uno straordinario tiratore di calci di punizione, risultando, numeri alla mano, fra i primi in Europa in questa caratteristica. Il suo adattamento a regista lo ha migliorato nel playmaking e nella gestione del pallone, andando ad amplificare le sue qualità di palleggio e di rifinitura. Dal punto di vista mentale vanno sottolineate le sue vistose difficoltà in campo europeo, specialmente negli ultimi due anni in maglia bianconera. Certamente parliamo di un calciatore dall'indubbio spessore tecnico, ma a prescindere dal valore del calciatore in sé, lo scambio con Arthur rappresenta una pesante mancanza del Barcellona dal punto di vista della programmazione progettuale, ovviamente senza nulla togliere a Miralem, alla quale auguriamo la miglior carriera possibile con i colori blaugrana.

Sezione: Opinìon / Data: Gio 09 luglio 2020 a las 10:35
Autore: Francesco Lionetti
Ver lecturas
Print