Il Barcellona vola all’Estádio da Luz di Lisbona per giocarsi i quarti di Champions League contro uno dei massimi colossi del calcio mondiale, il Bayern Monaco di Flick. I bavaresi nel corso dei mesi si sono rivelati una schiacciasassi assoluta, con un gioco moderno ed intenso e delle individualità del massimo spessore, su tutte quella di Robert Lewandowski, autore di una stagione incredibile condita da 54 reti stagionali ed un’ulteriore crescita dal punto di vista tattico. Il Barça arriva alla sfida da mattatore del Napoli di Gattuso, eliminato durante gli ottavi da un Messi in grande spolvero, in una stagione tuttavia intrisa di polemiche e delusioni derivate dagli insuccessi in Liga e Copa del Rey, oltre che a dei rapporti pesantemente incrinati fra spogliatoio, allenatore e dirigenza. Setién schiera il solito reparto difensivo composto da ter Stegen, Semedo, Piquè, Lenglet e Alba; a centrocampo regia affidata a Busquets, con De Jong e Sergi Roberto ai suoi lati. In attacco Vidal funge da trequartista avanzato in costante proiezione offensiva, andando a supportare Messi e Suarez. Nel Bayern gioca Neuer fra i pali, Kimmich-Davies sugli esterni con coppia centrale formata da Boateng e Alaba. In mezzo al campo ci sono Alcantara e la diga Goretzka, mentre il trio alle spalle di Robert Lewandowski vede Perisic, Muller e Gnabry. Nonostante gli ottimi primi dieci minuti, Il Barcellona viene ben presto sommerso dall’aggressività dei ragazzi di Flick, che a poco più della mezz’ora sono già avanti 1-4, in virtù delle reti realizzate da Thomas Muller (2), Perisic e Gnabry; l’unico squillo dei blaugrana è il gol del momentaneo pareggio realizzato da Alaba, con un autogol in scivolata piuttosto grossolano. Nella ripresa oltre alla fiammata di Suarez al minuto 57’ il Barça combina poco, ed il Bayern continua a dominare famelicamente, realizzando altri quattro gol fra il minuto 63’ e il minuto 90’, con Kimmich, Lewandowski e la doppietta dell’ex Coutinho. I tedeschi hanno messo in campo un’intensità ed una cattiveria agonistica cento volte maggiori rispetto a quelle del solito e compassato Barcellona, in una partita che segna un disastro storico per la squadra catalana. LA disfatta segnerà certamente (si spera) dei fisiologici cambiamenti radicali nella società e nella direzione tecnica, a cominciare dalla presidenza stessa, con la speranza che vergogne di questa portata non accadano più. È il momento della riflessione, del cambiamento e della responsabilità, affinché si possa tornare a rivedere un Barcellona bello e competitivo nei massimi palcoscenici internazionali.

Sezione: Champions League / Data: Dom 16 agosto 2020 a las 13:00
Autore: Francesco Lionetti
Ver lecturas
Print